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Ago, filo e compagnia bella…

Perugia ha un sottobosco di persone creative in netto fermento e questo rende la città dove abito e della quale sono innamorata ancora più speciale.

I workshop organizzati dalla mia amica FRANCA nonché Francesca Tasselli, marcati Week Hand sono una finestra creativa che mi da sempre nuovi spunti.

Domenica scorsa ho partecipato a Ricama con Noi, nella bellissima cornice delle Officine Fratti, che ospitava anche una super mostra fotografica.

Il bello i questi pomeriggi è passare del tempo con persone carine e conoscerne alcune ancora più speciali come Serena del Cappello a Bombetta che ci ha insegnato punti e trucchi per personalizzare i nostri capi d’abbigliamento.

Munite di “tomboli”, ago e filo abbiamo ricamato  t-shirt, jeans, camicie e chi più ne ha ne metta… è stata un’occasione per imparare nuovi punti che utilizzerò per i prossimi porta fedi in vendita su etsy.
Per maggiori informazioni sui work shop e sui prossimi appuntamenti di Week Hand… vi consiglio di seguire la pagina https://www.facebook.com/FestivalWeekHand/!!

 

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… passo dopo passo

In questo periodo la mia vita è in netta trasformazione e i cambiamenti per quanto possano in parte spaventare,  sono un’enorme ricchezza e l’occasione più bella che la vita ci può offrire per evolverci… per far fiorire quello che davvero siamo.

E’ tanto che non passo da queste parti… così un pezzetto per volta voglio riappropriarmi dei miei passi 🙂

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Fiera del melo

Lo scorso weekend, oltre ad aver lavorato mi sono ritagliata un pizzico di tempo per andare a sbirciare la Fiera del melo.

Schermata 2016-06-08 alle 17.44.58Una manifestazione rivolta ai bambini, con tantissime maker che vendevano le loro realizzazioni.

L’atmosfera spensierata, allegra e colorata è stata la cornice perfetta per conoscere molte ragazze che hanno fatto della loro passione handmade un lavoro.

Non vi dico le cose belle che c’erano e le cose belle che mi sono postata a casa 😉

C’era anche una briciola di Youco… le ghirlande appese all’entrata del POST che ospitava nei suoi spazi la fiera.

Ecco qui qualcosina ^_^

Schermata 2016-06-08 alle 17.42.45Schermata 2016-06-08 alle 17.56.48Schermata 2016-06-08 alle 18.00.38Schermata 2016-06-08 alle 18.10.42

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Si, lo voglio!!! … o forse no…

Una delle frasi più ricorrenti del mio lavoro?? Bè:  SI! LO VOGLIO!!

Mi fa sempre un effetto intimo sentire queste parole dette con convinzione. E’ rassicurante percepire la fermezza di ciò che una persona desidera.

A voi non capita di chiedervi: cosa voglio?? Lo voglio veramente o forse no…

Un po’ di tempo fa, mi sono imbarcata nell’esercizio dei 101 desideri… che ti fa ragionare molto su quello che davvero si vuole.

In breve si tratta di una tecnica buddista, ripresa e rielaborata da Igor Ribaldi, uno studioso di teologia e di storia delle religioni, traduttore dal russo, scrittore e saggista. Un tipo che sembra serioso ma che in realtà ha ben spiegato e sdrammatizzato il tutto.

L’esercizio prevede l’uso di due quaderni uno dove scrivere in brutta 150 desideri, seguendo regole ben precise, e un altro dove riportarne in bella 101.

via OHNORachio in vendita su Etsy

E’ molto difficile elencarne così tanti… io sono ferma a 36 da non so quanto…

Tornando alle regole, di cui vi parlavo in breve sono:

1. Io voglio – Tutti i desideri devono iniziare con “Io voglio” e non con “Io desidero”, perché sono due cose diverse. Desiderare significa che vuoi di più di quanto ti è concesso, ma se desideri e basta, non fai nulla. Per questo motivo devi mettere in moto il volere.

2. Non – Non si usa la parola “non”, perché il volere non la capisce. Di conseguenza, niente parole negative o contenenti negazioni.

3. 14 parole – Ogni desiderio deve avere al massimo 14 parole, comprese “Io voglio” e i segni di interpunzione. Perché? Perché in italiano una frase di 14 parole può essere pronunciata con un’unica emissione di fiato.

4. No storie d’amore con persone precise – Non si chiedono storie amorose o sessuali

5. No paragoni – Non fate paragoni, perché il volere non capisce cos’è esattamente che vuoi “come” l’altro, e poi avrai anche i suoi problemi. Lasciate perdere gli altri, imparate a desiderare senza paragoni.

6. No desideri seriali – Ogni desiderio deve essere originale, deve meravigliarti.

7. No denaro – Non si devono chiedere soldi, perché è un concetto astratto. Se vuoi un castello, non chiedere la somma per comprarlo, chiedi il castello!

8. Non chiedere per gli altri – Non si può. Chiedete a nome vostro, ma non entrate nella vita degli altri. Chiedete di poter essere utili agli altri, di fare voi.

9. No diminutivi – Nella tenerezza ti ritrovi a scrivere che vuoi una “casettina” in riva al mare, e poi un giorno in spiaggia, mentre passeggi sul bagnasciuga, trovi una casettina giocattolo. No, evitiamo i diminutivi.

10. No desideri non verificabili o imprecisi – “Io voglio essere molto buono” non è chiaro perché “molto” e “buono” non sono quantificabili.

Nel trascrivere in bella i desideri, dovrete lasciare tra l’uno e l’altro una riga, perché Quando un desiderio si realizza, basterà cancellarlo e scrivere sotto uno di quelli che avevamo scritto in brutta.
Un volta fatto questo dovrete leggerli tutti una volta al giorno, per 365 giorni! Non ci vorrà molto… è più un fatto di abitudine.

Questo metodo ci permette di guardare con occhi diversi ciò che ci circonda e di capire bene ciò che vogliamo o non vogliamo.

“Ogni desiderio che noi riusciamo ad esprimere è una sorta di premonizione: non si tratta cioè del frutto della nostra fantasia, ma di un improvviso estendersi della nostra percezione, fino a cogliere nel futuro una qualche occasione che sta venendo proprio verso di noi e che può servire al proprio sviluppo interiore. E ciò che chiamiamo “desiderare”  in realtà è il modo in cui questa nostra percezione più estesa cerca di annunciare alla nostra razionalità quelle occasioni che ha intravisto nell’avvenire, e di convincerla a non opporre resistenza e a non distrarsi, quando quelle occasioni arriveranno, bensì a farsi avanti e ad afferrarle”.

Grazie a “Quando spuntano i papaveri

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sulla cresta dell’onda

Momenti, giorni, settimane e mesi… il tempo va e ho sempre trovato un lato rassicurante in questo scorrere e in questa continua evoluzione.

Mi affaccio qui dopo un po’, dopo aver affrontato un anno in cui ho dato priorità a me, alle mie paure, al mio fisico che ha avuto bisogno di manutenzione e all’essere me stessa.

Compromessi, limitazioni, fragilità… mi sono affannata tanto al punto di volere per un po’  tirare i remi in barca e lasciarmi portare dalla corrente.

Per una persona come me, che non si ferma un attimo, è un piacevole paradosso sperimentare il sapore del dolce far nulla… ho sempre pensato che questa affermazione fosse adatta per i fannulloni, ma ho capito da poco che invece è la dote di chi osserva ciò che ha intorno assaporandone il gusto e il profumo, non sempre buono e piacevole, ma comunque da vivere.

Ho passato un’estate molto ricca, corposa di eventi lavorativi ben riusciti con grandi fatiche ricompensate da buonissimi risultati.

In questo periodo, dopo aver scavato la terra per mettere ancora più a fondo le mie radici, mi sto concedendo un po’ di aria allungando i miei rami verso l’alto.

Metto mano ai miei vecchi progetti, ne aggiusto il taglio e lo rendo più adatto a me, mi affaccio verso nuove idee.

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